Clafoutis di ciliegie

Porzioni: 4 Tempo totale: 1 ora 5 min Difficoltà: Principiante
La ricetta francese che sa di casa e di estate
fetta di clafoutis alle ciliegie pinit

Clafoutis di ciliegie

Non è una torta qualsiasi: è un dolce al cucchiaio, morbidissimo e profumato, dal sapore sincero che conquista al primo morso.

Ci sono dolci che non hanno bisogno di effetti speciali, ma che riescono comunque a mettere di buon umore. Ricette semplici, nate in campagna, dove ogni ingrediente aveva un valore e nulla andava sprecato. Il clafoutis di ciliegie è proprio uno di questi: umile nelle origini, ma ricco nel sapore, con la sua pastella morbida e le ciliegie succose che affondano piano in cottura.

Questo dolce arriva dalla regione del Limousin, nel centro della Francia, dove veniva preparato soprattutto nei mesi estivi, quando i ciliegi erano carichi di frutti maturi. Il nome "clafoutis" deriva dal verbo occitano *clafir*, che significa “riempire” o “inzuppare”. È un richiamo diretto alla tradizione: si riempiva la teglia di ciliegie fresche, una accanto all’altra, e poi si versava sopra la pastella, lasciando che la frutta affondasse lentamente durante la cottura. Un gesto semplice, contadino, che racchiude tutta la filosofia di questo dolce.

In origine si usavano ciliegie nere intere, con il nocciolo, perché in cottura rilasciano un leggero aroma di mandorla. Ma oggi, per comodità e sicurezza (soprattutto se ci sono bambini), si preferisce denocciolarle.

Io lo preparo ogni anno, appena arrivano le prime ciliegie buone. È uno di quei dolci che porto in tavola con il sorriso, perché so già che finirà in fretta. Lo cuocio nella mia teglia rettangolare, così posso tagliarlo in quadrettoni rustici, belli pieni, perfetti per la merenda, una colazione lenta o anche per chiudere un pranzo estivo con dolcezza.

La cosa che mi piace di più di questo dolce è che non ha bisogno di essere perfezionato: si fa con quello che c’è in casa, con gesti semplici e pochi ingredienti veri. È un dessert che non ha fretta, ma che porta con sé il sapore autentico dell’estate, delle cucine di campagna e della frutta appena raccolta.

Tempo di preparazione 20 mins Tempo di cottura 45 mins Tempo totale 1 ora 5 min Difficoltà: Principiante Porzioni: 4 Stagione migliore: Estate

Ingredienti

Procedimento

  1. Denocciola e prepara le ciliegie

    Lava bene le ciliegie. Io uso il metodo della bottiglia e cannuccia: metto la ciliegia sul collo di una bottiglia e spingo il nocciolo verso il basso con una cannuccia rigida. E' semplice, veloce e divertente. Una volta denocciolate taglia le ciliegia a metà e tienile da parte.

  1. Monta le uova con lo zucchero

    In una ciotola capiente, rompi le uova e aggiungi lo zucchero. Monta con le fruste elettriche finché il composto è chiaro e spumoso.

  1. Aggiungi liquore e aromi

    Versa l'amaretto (se lo usi), aggiungi un pizzico di sale e l'estratto di vaniglia. Mescola bene.

  1. Incorpora farina e latte

    Aggiungi la farina setacciata alternandola con il latte, sempre mescolando con le fruste. Otterrai una pastella liscia e fluida, leggermente densa.

  1. Prepara la teglia

    Ungi una teglia rettangolare (circa 30 x 20 ) con olio di semi, poi spolvera il fondo con zucchero semolato.

  1. Sistema le ciliegie

    Disponi le mezze ciliegie con la parte tagliata verso il basso sul fondo della teglia, in modo ordinato.

  1. Versa la pastella

    Copri le ciliegie versando sopra la pastella in modo uniforme, delicatamente.

  1. Cuoci in forno

    Cuoci in forno statico già caldo a 170° C per 45 minuti, finché è dorato e appena tremolante al centro. La superficie del dolce è cotta, ma il centro si muove leggermente se scuoti delicatamente la teglia, il bordo è ben rassodato ma il centro ha ancora una consistenza morbida e cremosa (simile a un flan o a una crema cotta) e si assesterà completamente raffreddandosi. Non è crudo, ma non deve essere asciutto come una torta classica. Quella leggera ondulazione al centro è proprio il segreto della sua morbidezza!

Nota

Il mio tocco personale

La ricetta tradizionale del clafoutis prevede, a volte, l’aggiunta di un goccio di brandy o kirsch, ma io preferisco usare qualcosa che sento più vicino ai miei gusti (e alla mia cucina): l’Amaretto di Saronno. Il suo profumo delicato di mandorla si abbina alla perfezione con le ciliegie e dà un aroma speciale alla pastella, senza essere invadente.

È il mio piccolo segreto per rendere questo dolce ancora più profumato e avvolgente. Naturalmente, se lo preparate per i bambini o preferite una versione più neutra, potete tranquillamente ometterlo: il risultato sarà comunque buonissimo!

Come conservarlo (se ne avanza!)

Il clafoutis si conserva per 1 - 2 giorni a temperatura ambiente, coperto con un canovaccio pulito o sotto una campana. Se fa caldo, meglio metterlo in frigorifero: dura fino a 3 giorni, coperto con pellicola o in un contenitore ermetico.

Si può gustare freddo o leggermente riscaldato. E' buonissimo anche il giorno dopo!

Sconsiglio di congelarlo: la frutta tende a rilasciare acqua e la consistenza si rovina.

Quando cambia la frutta, cambia anche il nome: da clafoutis a flognarde

Questa curiosità è autentica e riconosciuta nella tradizione gastronomica francese:

  • il vero clafoutis è solo quello con le ciliegie (di solito nere e intere)
  • quando la frutta cambia, la ricetta rimane praticamente la stessa, ma prende un nome diverso: si chiama flognarde (o flaugnarde)

Esempi di flognarde:

  • con mele
  • con pere
  • con prugne, fichi, albicocche
  • con frutti di bosco misti

Il profumo di casa, fino all' ultima fetta

Il clafoutis è uno di quei dolci che non hanno bisogno di farsi notare per essere ricordati: basta assaggiarlo per capirne la bontà. Ha tutto quello che serve, è semplice, morbido e profumato, preparato con ingredienti di casa, una consistenza vellutata, e quel tepore che resta anche dopo l' ultima forchettata. Se lo prepari, taglialo a quadrettoni generosi e servilo ancora tiepido, magari con una spolverata di zucchero a velo. Ogni porzione sarà un piccolo invito a rallentare e gustarsi le cose semplici. E se ti va, fammi sapere com'è venuto: perché i dolci migliori non devono essere perfetti...basta che sappiano di casa.

E se ti è piaciuto passare un po' di tempo in cucina con me, ci rileggiamo presto con un'altra ricetta di stagione - semplice, fatta con calma, come piace a noi.

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