Vendemmia nei vigneti dell’Azienda Agricola Criolin a Castagnole delle Lanze, durante la raccolta dell’uva.

Vino vegano: cosa significa davvero? La mia scoperta con Azienda Agricola Criolin

Questo articolo contiene una collaborazione in scambio prodotto con Azienda Agricola Criolin, che mi ha fornito i vini presentati e raccontati in questo progetto. Non ho ricevuto un compenso economico per la pubblicazione. Come sempre, i contenuti e le opinioni espresse riflettono liberamente la mia esperienza e il mio punto di vista.

Quando pensiamo al vino, pensiamo subito all‘uva.

Alla vigna, alla vendemmia, ai grappoli che arrivano in cantina e dopo un lungo percorso, a quella bottiglia che ritroviamo sulla nostra tavola.

E allora la domanda sorge spontanea:

se il vino nasce dall’uva, non dovrebbe essere già vegano?

È un interrogativo che mi sono posta anch’io quando ho iniziato a conoscere più da vicino l’Azienda Agricola Criolin, la realtà piemontese con cui ho appena avviato una nuova collaborazione.

Tra i primi dettagli che hanno catturato la mia attenzione ce n’è stato uno inaspettato: Criolin ha ottenuto la Certificazione Vegana.

Una notizia che ha risvegliato immediatamente la mia curiosità e la voglia di approfondire.

Perché se c’è una regola che seguo sempre nella mia cucina è proprio questa: non fermarmi al prodotto finito, ma cercare di capire da dove proviene, chi lo produce e quali processi di lavorazione si celano dietro a ciò che consumiamo.

E questa volta partiamo proprio da un calice di vino.

Il vino nasce dall’uva, ma è davvero sempre vegano? Scopri perché alcuni vini non lo sono.

Tutto ha inizio dalla materia prima: l’uva, un frutto di origine vegetale da cui prende vita il vino.

Nel corso del processo di vinificazione, tuttavia, possono essere applicati differenti trattamenti enologici, tra cui spicca la chiarifica.

È proprio in questa fase che la questione si fa interessante.

La chiarifica viene impiegata in specifiche circostanze per facilitare la rimozione di particelle e sostanze in sospensione, migliorando così la limpidezza e la stabilità del vino.

Per raggiungere tali obiettivi si ricorre all’impiego di diversi coadiuvanti tecnologici.

Ed è proprio all’interno di questa categoria che è possibile riscontrare la presenza di sostanze di origine animale.

Quali sostanze di origine animale possono essere utilizzate nel vino?

Durante il processo di produzione del vino, noto come vinificazione, possono essere impiegate diverse sostanze di origine animale, principalmente nella fase di chiarifica.

Questo trattamento serve a rimuovere le particelle in sospensione, rendendo il vino limpido e stabile.

Tra i coadiuvanti di origine animale più comunemente utilizzati figurano la caseina (una proteina derivata dal latte), l’albumina d’uovo, la colla di pesce (ottenuta dalla vescica natatoria dei pesci) e la gelatina animale.

È importante sottolineare che, sebbene queste sostanze vengano rimosse quasi completamente attraverso le successive filtrazioni, la loro presenza, anche in tracce infinitesimali, esclude la certificazione vegana del vino e richiede, per le normative vigenti, un’attenta valutazione per i consumatori soggetti ad allergie o intolleranze alimentari.

OIV – Codice Internazionale delle Pratiche Enologiche (Vini)

Ma questo significa che nel vino sono presenti latte o uova?

Non necessariamente.

Durante il processo di produzione del vino, latte e uova (o derivati come caseina e albumina) vengono talvolta utilizzati come agenti chiarificanti per rimuovere le impurità e rendere il vino limpido.

Tuttavia, questi elementi vengono quasi interamente rimossi attraverso la filtrazione prima dell’imbottigliamento.

Di conseguenza, nella maggior parte dei casi non sono presenti tracce rilevabili nel prodotto finale, anche se per legge devono essere indicati in etichetta se utilizzati.

Esistono alternative di origine vegetale?

Sì, esistono alternative che permettono di evitare l’impiego di coadiuvanti di origine animale in alcune fasi della lavorazione del vino.

Come abbiamo visto, durante la vinificazione possono essere utilizzati agenti chiarificanti con lo scopo di favorire la separazione di determinate sostanze presenti nel vino. Tra quelli tradizionalmente ammessi troviamo anche prodotti di origine animale, come caseina, albume d’uovo, gelatina e colla di pesce.

Ma non sono le uniche possibilità.

L’enologia dispone infatti anche di coadiuvanti di origine vegetale. Tra quelli riconosciuti dall’OIV troviamo, per esempio, proteine vegetali ottenute da piselli e patate, utilizzabili in determinate operazioni di chiarifica.

Ed è proprio questo uno degli aspetti che trovo più interessanti: dietro una bottiglia ci sono scelte e lavorazioni che, quando versiamo il vino nel bicchiere, difficilmente riusciamo a immaginare.

Non tutti i produttori utilizzano gli stessi sistemi

È importante però fare una precisazione.

Il fatto che esistano alternative di origine vegetale non significa che tutti i produttori di vino vegano utilizzino necessariamente proteine di pisello o di patata.

Le tecniche adottate possono essere differenti e dipendono dalle scelte compiute in cantina e dalle caratteristiche del vino che si vuole ottenere.

Per questo preferisco non attribuire ad Azienda Agricola Criolin uno specifico metodo di chiarifica senza avere un’indicazione diretta dell’azienda.

Quello che possiamo affermare, sulla base delle informazioni pubblicate dalla stessa azienda, è che Criolin ha ottenuto la Certificazione Vegana.

Vegano non significa automaticamente biologico o sostenibile

C’è poi un altro punto che considero fondamentale.

Quando leggiamo la parola vegano su un vino non dobbiamo automaticamente tradurla con “biologico”, “naturale” o “sostenibile”.

Sono concetti differenti.

La certificazione vegana riguarda determinati aspetti legati alla produzione e all’assenza di sostanze di origine animale secondo i requisiti previsti dalla relativa certificazione.

Biologico e sostenibilità riguardano invece altri aspetti e devono essere valutati separatamente.

Nel caso di Criolin avremo modo di parlare anche di sostenibilità, perché l’azienda ha intrapreso un percorso con Wine Eco Score.

Ma questa è un’altra parte della storia, e merita di essere raccontata separatamente.

E allora che cosa significa vino vegano?

Il vino vegano è un vino prodotto senza l’utilizzo di sostanze di origine animale durante tutte le fasi della sua lavorazione, dalla vigna alla bottiglia.

Anche se il vino è ottenuto naturalmente dalla fermentazione dell’uva, durante i processi di chiarificazione e filtrazione (utilizzati per rendere il vino limpido e rimuovere le impurità) vengono spesso impiegati coadiuvanti tradizionali di origine animale, come:

  • Gelatina (prodotta da tessuti animali)
  • Albume d’uovo
  • Caseina (proteina del latte)
  • Colla di pesce (ottenuta dalla vescica natatoria dei pesci)

Nel caso del vino vegano, queste sostanze vengono completamente eliminate e sostituite con alternative di origine vegetale o minerale, come:

  • Proteine di pisello o di patata
  • Argilla (bentonite)
  • Lieviti inattivati
  • Cellulosa

Inoltre, per essere definito tale, il produttore deve prestare attenzione anche alla gestione dei vigneti (evitando concimi di origine animale non controllati) e ai materiali utilizzati per il confezionamento (come le colle delle etichette o la cera della capsula). Sulla bottiglia, la certificazione vegana è solitamente garantita da appositi loghi rilasciati da enti terzi riconosciuti.

La scelta di Azienda Agricola Criolin

L’Azienda Agricola Criolin è una realtà piemontese a conduzione familiare radicata a Castagnole delle Lanze, nell’astigiano, nel cuore di una terra vocata all’eccellenza vitivinicola.

La sua storia si tramanda da quattro generazioni.

Fedele a una filosofia produttiva autentica, Criolin vinifica esclusivamente le uve dei propri vigneti, portando avanti un lavoro scandito dai ritmi della natura che unisce la sapienza della tradizione familiare a una costante ricerca della qualità.

Tra le scelte etiche e imprenditoriali dell’azienda spicca l’ottenimento della Certificazione Vegana.

È stata proprio questa peculiarità a destare la mia curiosità e a ispirare questo articolo.

Perché dietro due semplici parole – “vino vegano” – si cela un universo affascinante e complesso che spesso sfugge alla nostra conoscenza.

Visita il sito ufficiale dell’ Azienda Agricola Criolin

Guida ai vini vegani, biologici e sostenibili: le differenze da conoscere per non sbagliare scelta

Ci tengo a fare una precisazione fondamentale: vegano, biologico e sostenibile non sono sinonimi.

Si tratta di concetti profondamente differenti che non vanno sovrapposti.

Il vino vegano si distingue per i coadiuvanti e le sostanze impiegate durante i processi di lavorazione. Il biologico, invece, fa riferimento a un rigido quadro normativo che regola specificamente la produzione agricola. La sostenibilità, infine, adotta una prospettiva ancora più ampia, abbracciando la sfera ambientale, sociale ed economica d’impresa.

Di conseguenza, la presenza di una di queste caratteristiche non implica automaticamente le altre.

Una distinzione netta che intendo mantenere salda anche nel racconto di questa collaborazione.

Il percorso di sostenibilità di Criolin: l’impegno green misurato con Wine Eco Score

L’ Azienda Agricola Criolin ha intrapreso con entusiasmo un ambizioso percorso di sostenibilità ambientale in collaborazione con Wine Eco Score, una delle piattaforme più autorevoli nella valutazione dell’impatto ecologico nel settore vitivinicolo.

Questa scelta strategica nasce dalla volontà profonda di misurare con precisione scientifica ogni fase della produzione, dai vigneti fino alla bottiglia, per valorizzare i punti di forza già consolidati e individuare con chiarezza i margini di miglioramento futuri.

Credono fermamente che la tutela del territorio e il rispetto della biodiversità siano l’unico futuro possibile per un’agricoltura di eccellenza.

Vuoi scoprire tutti i dettagli di questo viaggio verde? Visita il sito di Wine Eco Score e approfondisci il percorso sostenibile dell’Azienda Agricola Criolin.

Consapevolezza e qualità: scopriamo cosa portiamo ogni giorno sulla nostra tavola

Alla fine torniamo sempre a uno dei pilastri della mia cucina.

Conoscere.

Conoscere un ingrediente.
Conoscere una tecnica di lavorazione.
Conoscere un produttore.
Conoscere un territorio.

Ogni volta che mi è possibile, cerco di scoprire la storia di tutto ciò che entra nella cucina di Cascina Madama Rous.

Lo faccio con gli ortaggi dell’orto, con le farine, con i formaggi, con il riso e da oggi, faremo lo stesso con il vino.

Perché un prodotto non inizia a esistere nel momento in cui arriva sul nostro piano di lavoro. La sua storia comincia molto prima.

Prima di quel calice ci sono la terra, le vigne, l’alternarsi delle stagioni, la fatica delle persone e un insieme di scelte che, di fronte a una bottiglia aperta, spesso dimentichiamo di vedere.

Dal grappolo alla bottiglia, dalla cantina alla mia tavola

Questa partnership con l’ Azienda Agricola Criolin non sarà una semplice sequenza di bottiglie da stappare, ma un vero e proprio viaggio esperienziale.

Esploreremo le etichette, le storie dei vini e le caratteristiche uniche del loro territorio d’origine, approfondendo temi cruciali come la sostenibilità e il percorso intrapreso con Wine Eco Score.

Naturalmente, il cammino ci porterà dritti nella mia cucina.

Qui scopriremo gli abbinamenti gastronomici ideali e analizzeremo come il vino possa trasformarsi da calice in ingrediente protagonista di una ricetta. E conoscendomi, sappiamo bene che non ci fermeremo qui: affronteremo anche il tema del recupero, trasformando ogni goccia di vino avanzato in una nuova opportunità creativa, senza alcuno spreco.

Ma questa, in fondo, è un’altra storia.

Una bottiglia può raccontare molto più di quello che contiene

Da questo primo approfondimento mi porto dietro soprattutto una consapevolezza.

A volte basta una parola letta su un’etichetta per farci fare una domanda.

E una domanda può portarci molto più lontano di quanto pensassimo.

Questa volta siamo partiti da:

“Ma il vino non è già vegano?”

E abbiamo scoperto che la risposta non è così scontata.

Adesso ne abbiamo pronta un’altra:

che cosa significa davvero parlare di sostenibilità quando siamo davanti a una bottiglia di vino?

Sarà il prossimo passo di questo viaggio con Azienda Agricola Criolin.

Dalla terra alla vigna.

Dalla vigna alla bottiglia.

E dalla bottiglia, naturalmente, alla cucina di Cascina Madama Rous.

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