Chips di bucce di mela al forno con zucchero di canna

Chips di bucce di mela: la ricetta antispreco che sfrutta anche il calore del forno

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Ci sono ricette che richiedono la mela intera con tutta la buccia, mentre altre in cui devo necessariamente eliminarla per ottenere la consistenza desiderata.

Ed è proprio in quei momenti che sul mio tagliere avanzano numerosi ritagli di buccia rossa.

Butterle? No.

Basta davvero pochissimo per trasformarle in qualcosa di totalmente inedito: fragranti e dolcissime chips di bucce di mela, rese uniche da una leggera spolverata di zucchero di canna.

Un altro aspetto che amo particolarmente di questa ricetta è che spesso non richiede nemmeno l’utilizzo del forno.

Settembre e le mele rosse: i sapori autentici del Cuneese

Settembre rappresenta un vero e proprio ponte nella mia cucina. È un momento di transizione in cui la generosità degli ultimi frutti estivi incontra i primi, preziosi doni della stagione autunnale.

Tra di essi si trovano le mele.

Nel cuore della provincia di Cuneo, la coltivazione delle mele è molto più di una semplice attività agricola: è una vera e propria espressione della nostra identità territoriale. La frutticoltura rappresenta qui un pilastro economico e paesaggistico di grande rilievo, sintetizzato nell’eccellenza della Mela Rossa Cuneo IGP, un marchio che tutela le pregiate varietà Red Delicious, Gala, Fuji e Braeburn.

Tra le prime varietà a fare la loro comparsa ci sono le mele Gala, raccolte già a partire dalla stagione estiva e pronte per essere gustate in questo periodo.

Amo iniziare da questo punto perché, dal mio punto di vista, la lotta allo spreco è profondamente connessa al rispetto della stagionalità e al vero valore della materia prima.

Quando possibile, consumo la mela con tutta la buccia. Tuttavia, se la ricetta richiede di sbucciarla, trovo sempre un modo alternativo per non sprecarla.

Ecco che gli avanzi sul tagliere possono trasformarsi in un nuovo ingrediente.

Screenshot

Un duplice recupero: le bucce e il calore del forno

Questa è senza dubbio la fase della preparazione che preferisco in assoluto.

Dopo una cottura ad alta temperatura, il forno non si raffredda immediatamente allo spegnimento, poiché al suo interno rimane intrappolato un notevole accumulo di calore residuo.

Cerco di trarne il massimo vantaggio.

È un piccolo accorgimento che adotto spesso in cucina, soprattutto quando devo disidratare delicatamente un alimento senza dover riaccendere il forno.

Con le bucce di mela faccio proprio così.

Dispongo sulla teglia con una leggera spolverata di zucchero di canna e, quando possibile, sfrutto il calore residuo di una cottura precedente.

Il recupero, dunque, si rivela duplice: da un lato impiego una parte della mela che non rientrava nella preparazione principale, dall’altro sfrutto una fonte di calore che ho già generato.

Piccole azioni quotidiane che, tra i fornelli di tutti i giorni, hanno il potere di trasformarsi in ottime abitudini.

Il tempo non si misura solo con le lancette

Sfruttando il calore residuo, non è possibile impostare un tempo di cottura standard per ogni preparazione.

Tutto dipende dalla temperatura raggiunta dal forno, dallo spessore delle bucce, dalla quantità di polpa rimasta attaccata e persino dal livello di umidità presente all’interno dei frutti.

Ecco perché preferisco osservare gli eventi mentre si svolgono.

Progressivamente, le bucce rilasciano la propria umidità, alleggerendosi e assumendo una consistenza asciutta e croccante.

In situazioni come questa, sviluppare la capacità di riconoscere il risultato finale si rivela molto più efficace che affidarsi ciecamente al timer.

Se desideri conservarle a lungo, fai molta attenzione al livello di umidità.

Una volta ottenute le mie chips, c’è un passaggio fondamentale che non salto mai: prima di conservarle, mi assicuro che siano perfettamente asciutte e completamente fredde.

Sigillare un alimento ancora caldo all’interno di un contenitore genera inevitabilmente condensa, compromettendone in tempi brevi la fragranza e la croccantezza.

Una volta pronte, posso trasferirle all’interno di un contenitore dotato di una chiusura ermetica sicura. Personalmente per minimizzare ulteriormente l’esposizione all’aria, opto per i sistemi di conservazione sottovuoto Zwilling.

Ma c’è una cosa importante da ricordare: il sottovuoto non sostituisce una corretta asciugatura.

Prima viene l’asciugatura, poi il raffreddamento e infine la conservazione.

Non sono soltanto chips da sgranocchiare

Naturalmente possiamo gustarle così come sono. Anzi, la vera sfida sarà riuscire a conservarne qualcuna.

Mi piace anche sperimentare modi diversi per riutilizzare ciò che cucino in eccesso.

Le chips di bucce di mela si prestano ad arricchire con una nota croccante yogurt e macedonie, a impreziosire i dessert o a essere sbriciolate come deliziosa copertura per le torte.

E possiamo andare ancora oltre.

Se le bucce vengono essiccate alla perfezione, possiamo ridurle in una polvere fine da utilizzare in piccole dosi per aromatizzare altre preparazioni.

In questo modo, una porzione del frutto inizialmente considerata uno scarto ottiene non solo una seconda vita, ma trova anche impieghi del tutto inediti.

Scheda Ricetta

Chips di bucce di mela al forno

Difficoltà: Principiante Tempo di preparazione 5 minuti Tempo totale 5 min
Stagione migliore: Autunno

Descrizione

Le chips di bucce di mela sono un piccolo recupero che nasce da ciò che rimane sul tagliere quando una preparazione richiede mele sbucciate. Le sistemo sulla teglia, aggiungo una leggera spolverata di zucchero di canna e le lascio asciugare lentamente. Quando il forno è già caldo dopo un’altra cottura, ne sfrutto il calore residuo senza accenderlo appositamente.

Per le chips

Instructions

  1. Prepara le mele

    Lava accuratamente le mele sotto acqua corrente, strofinando bene tutta la superficie, perché in questa preparazione utilizzerai proprio la parte esterna del frutto.

    Asciugale molto bene con un panno pulito.

    Sbuccia le mele cercando di ottenere delle strisce sottili e con uno spessore il più possibile uniforme.

    Non è importante che abbiano tutte la stessa forma o lunghezza. È invece utile cercare di lasciare attaccata alla buccia meno polpa possibile: uno strato abbondante di polpa contiene più acqua e richiederà un’asciugatura più lunga.

  2. Sistema le bucce sulla teglia

    Rivesti una teglia bassa con carta forno.

    Distribuisci le bucce in un unico strato, lasciando un po’ di spazio tra una e l’altra.

    Evita di ammucchiarle o sovrapporle: nei punti di contatto l’umidità viene eliminata più lentamente e rischieresti di ottenere alcune parti asciutte e altre ancora morbide.

    Spolvera le bucce con poco zucchero di canna.

    Deve essere soltanto un velo: la mela possiede già la sua naturale dolcezza e troppo zucchero potrebbe scurire o caramellare prima che la buccia abbia perso sufficientemente umidità.

  3. Metodo con il calore residuo del forno

    Questo è il metodo che utilizzo più spesso quando ho appena terminato una cottura ad alta temperatura.

    Una volta conclusa la precedente preparazione, spegni il forno e inserisci la teglia con le bucce.

    Lascia che il calore presente all’interno inizi lentamente ad asciugarle.

    In questo caso non è corretto indicare un tempo preciso: un forno appena spento dopo una cottura a temperatura molto alta si comporterà diversamente da un forno che parte da una temperatura inferiore.

    Anche la varietà della mela, lo spessore delle bucce e la quantità di polpa rimasta attaccata incidono sul tempo necessario.

    Controlla quindi le bucce durante il progressivo raffreddamento del forno.

    Se il forno diventa freddo quando le bucce sono ancora morbide o presentano zone umide, l’asciugatura non è terminata. Puoi completarla successivamente a bassa temperatura.

  4. Metodo con il forno acceso

    Se non hai una precedente cottura da sfruttare, puoi preparare le chips partendo direttamente con il forno.

    Impostalo a 100-120 °C e sistema la teglia nella parte centrale.

    Lascia asciugare lentamente le bucce, controllandole con una certa frequenza soprattutto nella fase finale.

    Se necessario, girale per favorire un’asciugatura più uniforme.

    Le strisce più sottili potrebbero essere pronte prima di quelle più spesse: in questo caso puoi toglierle dalla teglia e proseguire soltanto con quelle che ne hanno ancora bisogno.

    L’obiettivo non è cuocere velocemente le bucce, ma favorire una perdita graduale dell’umidità senza far scurire eccessivamente lo zucchero.

  5. Impara a riconoscere quando sono pronte

    Non affidarti soltanto al timer e nemmeno esclusivamente al colore.

    Le bucce devono risultare:

    • visibilmente più asciutte rispetto alla partenza;
    • leggere;
    • asciutte al tatto;
    • prive di parti ancora bagnate o eccessivamente polpose;
    • croccanti una volta completamente raffreddate.

    Il raffreddamento è importante anche per valutare la consistenza finale: una buccia appena uscita dal forno può comportarsi diversamente da quando è completamente fredda.

  6. Lasciale raffreddare completamente

    Togli la teglia dal forno e lascia raffreddare le chips completamente all’aria, senza coprirle.

    Non trasferirle ancora tiepide in un barattolo, in un contenitore ermetico o in un contenitore sottovuoto.

    Durante il raffreddamento può essere ancora rilasciata umidità. Se chiudi immediatamente le chips, il vapore può rimanere intrappolato e formare condensa.

    Una volta fredde, controllale nuovamente.

    Se risultano asciutte e croccanti sono pronte.

    Se alcune strisce sono ancora morbide, carnose o presentano punti umidi, prosegui l’asciugatura prima di conservarle.

  7. Conserva le chips

    Quando sono completamente fredde e ben asciutte puoi trasferirle in un contenitore pulito, perfettamente asciutto e dotato di chiusura ermetica.

    Io utilizzo spesso i miei contenitori Araven.

    Quando voglio ridurre maggiormente il contatto con l’aria utilizzo anche i contenitori sottovuoto Zwilling.

    Il sottovuoto deve però essere utilizzato solo dopo una corretta asciugatura: ridurre l’aria presente nel contenitore non elimina l’acqua rimasta nell’alimento.

    Per una preparazione casalinga realizzata sfruttando il calore residuo del forno preferisco quindi non indicare una durata di conservazione universale. Temperatura, umidità residua e grado di essiccazione possono cambiare da una preparazione all’altra.

Nota

Quali mele utilizzare

Utilizza mele integre e lava accuratamente la superficie prima di sbucciarle, perché sarà proprio la parte esterna del frutto a essere utilizzata nella ricetta.

Spessore delle bucce

Cerca di ottenere bucce abbastanza sottili e soprattutto di spessore simile. Più polpa rimane attaccata alla buccia, maggiore sarà la quantità di acqua da eliminare.

Quanto zucchero utilizzare

È sufficiente una leggera spolverata di zucchero di canna. Non occorre ricoprire completamente le bucce.

Temperatura del forno

Quando non utilizzi il calore residuo, lavora a una temperatura dolce di circa 100-120 °C. Temperature molto alte possono colorire velocemente buccia e zucchero prima che l’umidità sia stata eliminata in modo uniforme.

Se utilizzi il calore residuo

Non basarti su un tempo prestabilito. Temperatura iniziale e velocità di raffreddamento cambiano da forno a forno.

Controlla quindi il risultato, non soltanto l’orologio.

Quando diventano croccanti

Valuta la vera consistenza soprattutto dopo il completo raffreddamento. Se da fredde risultano ancora morbide o presentano zone umide, hanno bisogno di ulteriore asciugatura.

Chips ed essiccazione non sono la stessa cosa

Una buccia può essere piacevolmente croccante e pronta da consumare senza essere necessariamente essiccata in maniera sufficientemente standardizzata da poterle attribuire una lunga conservazione a temperatura ambiente.

Per questo motivo, soprattutto quando utilizzo il calore residuo del forno, preferisco preparare quantità contenute e non indicare tempi di conservazione molto lunghi.

Conservazione

Le chips devono essere completamente fredde e ben asciutte prima di essere chiuse nel contenitore.

Il sottovuoto può aiutare a ridurre il contatto con l’aria, ma non sostituisce una corretta asciugatura.

Controllo prima del consumo

Se durante la conservazione compaiono condensa, umidità, muffe, odori anomali o altre alterazioni, non consumare il prodotto.

Un’idea in più

Se vuoi andare oltre le chips, puoi prolungare l’essiccazione fino a ottenere bucce completamente secche e poi frullarle finemente per preparare una polvere di mela da utilizzare per aromatizzare altre preparazioni.

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La cucina antispreco comincia fin dal tagliere

Spesso, quando si affronta il tema dell’antispreco, la mente corre subito a grandi quantità di cibo da recuperare, a dispense impeccabili o a ricette complesse.

Dal mio punto di vista, non è detto che sia così.

Puoi iniziare semplicemente dal tagliere non appena avrai terminato la preparazione di una ricetta.

Questa volta sono avanzate delle bucce di mela. La prossima volta potrebbe trattarsi di un pezzo di pane indurito, di un gambo o di qualsiasi altra porzione di un ingrediente che siamo soliti considerare automaticamente uno scarto.

Non si tratta di recuperare tutto a ogni costo, ma di imparare a valorizzare ciò che in cucina ha ancora valore e utilità.

È un’abitudine che si costruisce giorno dopo giorno.

Prima di gettare via tutto, valuto con attenzione ciò che è rimasto.

Queste chips riflettono appieno la mia filosofia in cucina.

Avevo bisogno di mele pelate per un’altra preparazione, il che significava dover eliminare la buccia. Tuttavia, scartarle non significava necessariamente doverle buttare.

Basta una teglia, una generosa spolverata di zucchero di canna e, quando possibile, sfruttare il calore residuo del forno per trasformarle come per magia.

Nella mia cucina la lotta allo spreco funziona esattamente così: cucino ciò di cui ho bisogno, valuto gli ingredienti rimasti e mi diverto a inventare per loro una nuova occasione.

Il cosiddetto scarto non è che un ingrediente in attesa di trovare una nuova destinazione.

Per scoprire e approfondire la conoscenza delle mele tipiche del mio territorio

Se vuoi approfondire il legame tra le mele e il territorio cuneese, puoi conoscere più da vicino la Mela Rossa Cuneo IGP attraverso Piemonte Asprofrut – Mela Rossa Cuneo IGP.

Per scoprire invece il territorio, le produzioni e la filiera frutticola piemontese puoi visitare Frutta del Monviso – Distretto del Cibo della Frutta.

Se ami questi piccoli recuperi, leggi anche le mie Chips di buccia di patate, un altro modo semplice e goloso per trasformare una buccia in una nuova ricetta.

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